Nato come quartiere di residenza degli artisti di corte impegnati nella realizzazione e decorazione del vicino palazzo reale, Baglamphu si estende fra Khao San Road e le sponde del fiume Chao Praia. Dalla metà degli anni sessanta diventa crocevia di centinaia di backpackers e hippies che usano sostare qui per qualche giorno per organizzare il loro viaggio in Thailandia e nei paesi limitrofi. A partire dalla fine degli anni novanta, agli ospiti di passaggio si è affiancata una eterogenea miscellanea di expats che decidono di trascorrere qualche mese o qualche anno nel quartiere. In questa mia ultima visita vi ho trovato inoltre un crescente numero di eleganti rampolli della buona borghesia cittadina che amano trascorrere le loro serate nei numerosissimi locali.
Altra interessante novità è che gli innumerevoli bar dove qualcuno strimpella delle note dal vivo improvvisando improbabili covers iniziano ad essere affiancati da sofisticati locali dove si può ascoltare ottimo Jazz e blues dal vivo. Il mio preferito in questa zona è “Jazz Happens” (Facebook.com/jazzhappens) al quale dedicherò un post a breve.
L’impressione è che, per una strana combinazione planetaria, Baglamphu stia seguendo il percorso dei quartieri di tante altre città nel mondo che da estremamente popolari e poveri, hanno trovato la loro dimensione bohemienne diventando poi estremamente alla moda. Si pensi a Trastevere a Roma, Il quartiere Latino a Parigi, i Navigli a Milano, il quartiere dei Sassi a Matera, solo per citarne alcuni
Collegato benissimo con il resto della città grazie alla presenza di un attracco dei traghetti pubblici. Se decidete di trascorrere qualche giorno qui, cercate di soggiornare in una delle guest house vicine al fiume. Potrete così godere della vita notturna di Khao San Road, diistante poche centinaia di metri, ma dormire in una zona meno rumorosa.

Do you have mirror tiles on your bedroom ceiling? I did. Classy.
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