Te la do io la motorata! Da Sharm a El Tur e ritorno: 220 Km di deserto in Indianvespa

Colazione ael Tur

AGGIORNAMENTO 20 MARZO 2015:

Incredibile: Il buco spazio temporale intorno al quale gravita Sharm el Sheikh ha colpito ancora. E’ saltata fuori la targa originale, che credevo di aver perso e che aveva dato origine alla vicenda di cui sotto!!

Comè andata: Massimo Janez Toscanello, insieme alla vespa che mi aveva venduto, mi aveva consegnato una busta con della roba smontata. Non la avevo mai aperta! Questa mattina, a distanza di due anni, per far spazio ad alcune  cose portate dall’Italia, avevo deciso di buttare un pò di vecchie cose. Presa la busta, una attimo prima di buttarla ci ho dato un’occhiata e… dentro c’è una targa anteriore originale, lecita e nuova di pacca!!!

Oggi la farò montare, aprendo un nuovo capitolo nella vita dell’amata Indianvepa.

 

Aprile 2014. Eccomi rientrato nell’adorata Sharm dopo il giro in Estremo Oriente. Luce, blu, pescetti, amici. Che bello!!!

Recupero la mia LML 150 (il vespone PX prodotto in India) che, con mio estremo orgoglio, riparte con pochi colpi dopo essere stata quasi tre mesi ferma all’aperto. I motoveicoli in Egitto devono esporre la targa sia posteriormente che anteriormente, attaccata al parafango. In passato avevo perso la mia targa anteriore e, su consiglio di un poliziotto dallo spiccato senso pratico, ero andato a farmela fare in una bottega nella zona industriale di Sharm. La cosa non aveva disturbato nessuno per quasi un anno. Pur essendo stato diverse volte fermato dalla polizia per controlli, non avevano mai avuto da ridire. Ma, si sa, a Sharm le cose cambiano in base alla fase lunare, alle radiazioni emesse dall’UFO inabissatosi dietro Jackson, all’oroscopo del poliziotto di turno, ecc. Così, ad un controllo serale di rientro dal divers’ party del Camel, vengo bloccato e mi viene ritirata la Roxa (libretto di circolazione del mezzo). Dovrò andare il giorno seguente all’ufficio della Polizia per denunciare lo smarrimento della targa e poi a El Tur, capoluogo amministrativo del Governatorato del Sud Sinai a ca. 110 Km a Nord di Sharm, per ottenere un legittimo duplicato della targa. Appuntamento con la polizia alle ore 22 e mi devo anche presentare con un cittadino egiziano che farà da testimone (e, soprattutto, da interprete).

Chiedo la grande cortesia all’impagabile Said: amico, istruttore, collega, nonché persona estremamente disponibile. L’ufficio della Traffic Police di Sharm dalle 22 in poi è un mondo da scoprire: gente che salta le code, urla, saluta, discute, beve the, ride. Alcuni ragazzi che vengono messi in una cella, situata nella reception dell’ufficio (non scherzo!) per mezz’ora o poco più e poi rilasciati. Un commerciante ed il proprietario del negozio vengono condotti in cella perché stavano litigando per l’affitto (il negoziante offriva dei papiri come pagamento). L’ufficiale li fa rinchiudere entrambi, insieme, affinchè si calmino e discutano senza interferenze. Dopo circa un’ora la diatriba è risolta e vengono rilasciati.

Fatta la denuncia, è il momento di recarsi a El Tur portando il mezzo per un controllo funzionale (simile al nostro “collaudo”).

Decido, nonostante i vari sconsigli in tal senso, di andare direttamente con la Indianvespa. Sharm è collegata a El Tur da una bella strada asfaltata che costeggia il mare attraversando il deserto. Fatta la scorta di acqua e benzina parto, il passaggio dei vari check points della polizia non risulta difficile, una volta spiegata loro la ragione del viaggio. Colleziono tanti sorrisi stupiti ed una bella raccolta di “good luck”!

Arrivato a destinazione mi reco, sempre con l’impagabile Said (Santo subito!), al Traffic Office. Qui inizia il valzer. Passiamo attraverso 7 uffici ognuno dei quali ci consegna un foglio o appone un timbro e una sigla sul foglio consegnatoci da un altro ufficio, ci inviano al Tribunale per una specie di certificato carichi pendenti, torniamo al Traffic Office… insomma si tira pomeriggio non senza essere passati un uno splendido posto per una fantastica colazione. Alla fine della giornata ho con me un faldone con 5 centimetri (di spessore) di fogli. L’unico obiettivo conseguito è stato quello di recuperare la mia patente egiziana, che mi era stata ritirata 2 anni prima. Della Roxa e della targa nessuna traccia. Mi viene detto che devo tornare a Sharm per una intervista con la Polizia Segreta ed una con la Polizia non segreta. Sulla via del ritorno, l’esausto motore della indianvespa mi abbandona. Sono in panne a 45 Km. da Sharm ed il telefonino non ha campo. Faccio come quelli che guardano nel motore anche se in realtà non ci capisco un accidenti. Come un miraggio, si materializza un pick up militare. Sono gentilissimi. Caricano me e la moto sul pick up, mi portano nella loro caserma, poco lontana, dove il meccanico rimette a posto il motore in 10 minuti (eh si, l’Egitto è anche questo!). Posso così ripartire alla volta di Sharm tra gli sguardi divertiti dei soldati.

Sono trascorsi sette mesi da quel giorno. Ho fatto le due interviste e sono in attesa di essere chiamato dal Traffic Office. Ogni volta che la polizia mi ferma per un controllo consegno loro l’intero faldone, che nel frattempo si è arricchito di qualche multa. Dopo una breve analisi mi lasciano passare, raccomandandomi però di tornare a El Tur…

… oh, ma questa storia della Roxa e della targa la devo risolvere!!

//ahref=

Categories: Uncategorized | Leave a comment

Post navigation

Leave a comment

Blog at WordPress.com.