Monaci, gatti saltatori, ambientalisti e depressione

 

Gatto al monastero          On inle lake

Ovvero,quando gli estremismi alimentano i cimiteri del buon senso.

Lo splendido monastero in Tek di Nga Hpe Kyaung, sorge su una grande palafitta al centro del lago Inle, in mYanmar. Bello, bellissimo, ma immagino che la vita sulla isolatapiattafroma potesse divenire noiosa per monaci ed animali. Forse per questo motivo, da tempo immemore, i monaci insegnavano ai gatti a saltare dentro stretti cerchi. Immagino che la dimostrazione di destrezza costituisse un piacevole passatempo anche per i gatti che, come noto, difficilmente possono essere costretti a fare qualcosa che non solletichi la loro amigdala.  Sottolineo che i monaci lo facevano per il diletto proprio e dei felini, atteso che sino a una decina di anni fa  la zona non conosceva il turismo e, anche dopo l’arrivo dei primi turisti, non veniva chiesto alcun denaro per assistere ai giochi. Tutto filava nell’armonia generale sino a quando, circa 2 anni fa, alcuni zelanti, ma probabilmente poco informati “ambientalisti” hanno iniziato una campagna mediatica contro il presunto “sfruttamento” dei gatti del monastero.  Si sono quindi moltiplicate le segnalazioni via Lonely Planet, Tripadvisor, e simili, per quanto io sia personalmente convinto che molti dei gattari segnalatori non avessero mai messo piede in Myanmar. Il risultato è stato che le autorità del monastero hanno deciso di interrompere le esibizioni ed oggi diversi monaci e splendidi gatti sonnecchiano annoiati in giro per l’edificio. Non escludo che siano  anche sull’orlo di una crisi depressiva, considerato l’isolamento e la limitata area calpestabile. Mi chiedo se questo atto di arroganza travestita da furore ambientalista non si fosse potuto canalizzare verso battaglie ben più concrete a sostegno di cause ben più reali.  Ma questa è solo una mia piccola riflessione…

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3 thoughts on “Monaci, gatti saltatori, ambientalisti e depressione

  1. Francesco Germi

    Non si chiamano ambientalisti, ma animalisti, animalari, gattari e cosi’ via. I British li chiamano “robin strokers” (accarezzatori di pettirossi). Ma ci sono un sacco di altri nomignoli a secondo delle circostanze. Sono numerosissimi e prendono le forme piu’ svariate. Ad esempio, sono comunissimi nel mondo del diving.

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    • Yes… più cultura scientifica e meno schizofrenia aiuterebbero.

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      • Francesco Germi

        Infatti. Gli ambientalisti lottano per la conservazione dell’ambiente, non per il presunto benessere di gatti saltatori .. I gatti poi non fanno parte dell’ambiente. Sono solo dei parassiti dell’Uomo :-))

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